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Corti FICE 2018

Martedì 10 aprile - ore 17.00

Il Cinema Tiberio aderisce all’evento organizzato dalla Federazione Italiana Cinema d’Essai

XIX° Edizione “CORTOMETRAGGI CHE PASSIONE”
Selezione FICE 2018

L’iniziativa della Fice raggruppa il meglio della produzione italiana di cortometraggi: sette esempi di creatività e talento.

PROGRAMMA

L’AVENIR di Luigi Pane (Italia 2017, 15’)
Una giovane coppia, Rino e Sophie, si confronta sul proprio futuro e sulle prospettive di lavoro: lei parigina, lui cameriere campano con ambizioni mancate.

BUFFET di Santa De Santis e Alessandro D’Ambrosi (Italia 2017, 15’)
Un raffinato vernissage si trasforma in un grottesco assalto al buffet: un manipolo di coraggiosi inservienti si prepara ad affrontare gli invitati in una battaglia epica e disperata.

EGO di Lorenza Indovina (Italia 2017, 14’)
In un paesaggio bruciato dal sole, una coppia è in viaggio verso l’aeroporto. La tensione sottoporre sfocia in un litigio senza apparente soluzione.

LA GIORNATA di Mimmo Mezzapesa (Italia 2017, 12’)
Paola Clemente, bracciante pugliese di 49 anni, morì di fatica sotto il sole dei campi, in una giornata di ordinario sfruttamento per una paga misera.

IRREGULARS di Fabio Palmieri (Italia 2017, 9’)
Le immagini di una fabbrica di manichini e la voce fuori campo di uno dei centinaia di migliaia di cittadini asiatici, africani, mediorientali che provano a entrare in Europa ogni anno.

MOSTRI di Adriano Giotti (Italia 2017, 15’)
A quasi 40 anni Alex si è disintossicato ma il padre teme la ricaduta, soprattutto ora che deve dare l’addio all’amato cane.

SWEETHEART di Marco Spagnoli (Italia 2018, 9’)
Un uomo si trasforma nella leggenda, Elvis Presley. Su un ponte sul Tevere lo attende Marilyn Monroe, dallo sguardo malinconico. Un appuntamento, un rito o un atto di compassione?

L’evento è ad ingresso gratuito

CORTI FICE 2018 di Mario Mazzetti
“L’attualità più tragica che fa capolino in un appartamento di Parigi, dove una giovane coppia fa i conti con i propri sogni di vita assieme. Un’altra coppia, disillusa e litigiosa, riflette sulla distanza che, intorno ai quarant’anni, sembra crearsi tra le rispettive visioni del futuro. L’attualità filtrata attraverso immagini stranianti e geometriche e una voce fuori campo, che rievoca il dramma dell’emigrazione clandestina e dell’intolleranza in un documentario breve. La rievocazione collettiva del tragico, purtroppo vero caso di morte al lavoro, tra caporalato e sfruttamento femminile. E poi il disagio, quello mentale che emerge poco a poco attraverso il rapporto tra i sosia di un Elvis salvifico e di una Marilyn confusa in una Roma solare e deserta; e quello di un figlio che lotta per restare a galla e di un padre che cerca di proteggerlo dai propri demoni. Infine il gusto della narrazione in un momento di distensione, anzi di comicità grottesca attraverso la perdita dei freni inibitori degli ospiti vip di un evento culturale: al momento del buffet, tutti contro tutti in uno scontro dagli effetti devastanti.

In estrema sintesi, vi abbiamo presentato i sette film brevi che compongono l’edizione numero 19 di Cortometraggi che passione, l’iniziativa che la Federazione dei cinema d’essai ha avviato per una maggiore diffusione nelle sale cinematografiche di un formato che pure impazza nei festival, considerato fondamentale per sviluppare la tecnica e affinare lo sguardo autoriale.

Non a caso, diversi tra i registi selezionati stanno lavorando all’esordio nel lungometraggio. Per alcuni di loro non è la prima volta tra le selezioni Fice: il decano, se così si può chiamare, Pippo Mezzapesa, che ha già vinto il David di Donatello con Zinanà e che fu selezionato anche con il precedente SettanTA, ambientato nel quartiere di Taranto più esposto ai veleni dell’Ilva; seconda volta anche per il sorrentino Luigi Pane, di cui apprezzammo due anni fa Black comedy, e per una regista che ci auguriamo faccia presto il salto verso il lungo, Lorenza Indovina, che dopo Un uccello molto serio porta sullo schermo un altro racconto di suo marito Niccolò Ammaniti, La medicina del momento. Sono già noti Marco Spagnoli, documentarista specializzato in ritratti e ricostruzioni sul cinema, e Adriano Giotti, dallo sguardo spigoloso e personale su dinamiche e disagi giovanili, il cui esordio nel lungo Sex cowboys ha vinto il Rome Independent Film Festival.”

INGRESSO LIBERO