UN ANNO DI SCUOLA
Giovedì 09/04 – ore 21:00
Venerdì 10/04 – ore 21:00
Sabato 11/04 – ore 16:30 / 21:00
Domenica 12/04 . ore 18:30
Mercoledì 15/04 – ore 17:00
Prima Visione
UN ANNO DI SCUOLA
Regia di Laura Samani
con Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi, Samuel Volturno, Magnus Krepper
Drammatico – Italia, Francia, 2025
durata 102 minuti
Festival Venezia 2025 – Premio Orizzonti miglior attore a Giacomo Covi
Anno scolastico 2007-2008. Fredrika, studentessa svedese, si trasferisce a Trieste a seguito del padre, assunto da un’azienda locale con l’incarico di provvedere ad una serie di licenziamenti. Si iscrive ad un ITIS frequentato interamente da maschi, e la sua presenza non può che funzionare da reagente, e forse anche da detonatore. In particolare Fredrika, immediatamente ribattezzata Fred dal “boys club” locale, lega con tre compagni di classe: l’arrogante Pasini, l’irredentista Mitis e l’alternativo Antero, verso cui la ragazza prova immediata attrazione. Le giornate, e le occasionali notti, del trio attraversano una Trieste che allarga i confini ed esplora la sua mutevole identità, si consumano in scherzi, grandi bevute e avventure estemporanee, con la gioia e il turbamento della reciproca scoperta, finché le dinamiche del gruppo maschile cominceranno a risentire del (bellissimo) corpo estraneo che si è incuneato fra loro.
Era da tempo che non si vedeva un’adolescenza, in particolare femminile, raccontata come un’occasione di crescita anche dolorosa ma non dolorista, senza risvolti penali, ma certamente non priva di denunce socioculturali.
Ed era da tempo che una regia non raccontava così bene una provincia non romana attraverso i suoi giovani e i suoi dialetti, rimanendo anche fedele ad uno slang locale irripetibile altrove.
Dopo il folgorante esordio con Piccolo corpo la regista e sceneggiatrice Laura Samani porta sul grande schermo (la cui grandezza è necessaria per raccontare questa storia piccola solo nella sua quotidianità) Un anno di scuola, adattamento (cofirmato da Elisa Dondi) del romanzo omonimo di Giani Stuparich, che mostra come dal 1909 agli anni Ottanta non sia cambiato poi molto nelle dinamiche fra maschi e femmine in Italia: anche se per ricreare l’anomalia di un’unica ragazza in una classe di soli maschi oggi è stato necessario farne una straniera proveniente da un Paese in cui la parità di genere è un dato reale.
Samani dirige con formidabile maestria un quartetto di interpreti alla prima esperienza sullo schermo, ognuno efficacissimo nell’incarnare non solo un personaggio, ma un momento nella vita di quelle creature ancora duttili che sono gli adolescenti. MyMovies
BIGLIETTERIA
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