RANGZEN – Aftermath vs Revolver

Martedì 22 dicembre 2026 – ore 21:00


Concerto
RANGZEN – Sixties

Sul palco del Tiberio ritorna la band riminese per un esclusivo concerto dedicato a due mitici lp:

REVOLVER – The Beatles
AFTERMATH
– Rolling Stones

I Rangzen propongono dal vivo l’esecuzione di due album magici che hanno fatto la storia della musica pop rock.
Sessant’anni fa nel 1966, prima i Rolling Stones e dopo alcuni mesi i Beatles, uscirono con due dischi che molti fans, critici, studiosi, considerano i vertici della loro produzione.

Gli Stones, nella loro formazione ancora originaria, pubblicano il primo disco composto unicamente da canzoni inedite: Aftermath. È un album che suona in modo piuttosto diverso rispetto alle produzioni finora pubblicate dalla band inglese.
Lo stile ruvido e aggressivo degli album precedenti, farciti di cover in omaggio ai loro idoli americani, lascia adesso spazio a nuove e sorprendenti sonorità. Questo grazie soprattutto alla creatività di Brian Jones, che arricchisce i brani con strumenti fino allora mai usati nel rock come marimba, dulcimer, xilofono, sitar.
Pur contenendo ancora dei vigorosi rock’n’roll in stile anni 50 (Flight 505, Is not easy, Stupid Girl, Donchabother me..) in Aftermath troviamo le sorprendenti ballate come Lady Jane, I Am Waiting, Out of time, Take It or Leave It…Poi la incredibile Think e la travolgente 19th Nervous Breakdown (nella versione USA)
A conclusione del lato A dell’album, gli Stones si cimentano in un’ipnotica jam in Mi di 12 minuti,  Goin’ Home, che ancora oggi strabilia per la sua originalità e per il talento che ognuno dei cinque musicisti esprime durante tutta l’esecuzione.
La copertina del disco è una semplice foto di loro cinque con una dominante violacea, sul retro qualche foto in bianco e nero con un breve testo e l’elenco dei brani. Eppure quella copertina, apparentemente banale, diventerà un’icona. Un’icona che comunque non potrà mai raggiungere quella dell’album dei Beatles, che pochi dopo mesi irromperà nel mercato ai vertici delle classifiche:Revolver.

 L’autore della cover è Klaus Woorman. Amico dei Beatles sin dai tempi di Amburgo e dopo lo scioglimento del gruppo bassista in diverse loro produzioni soliste, in particolare di John Lennon. La copertina è disegnata in bianco e nero con tratti di penna sottili e sinuosi e ritrae i quattro volti dei Beatles in espressioni misteriose. Tra un volto e l’altro alcune piccole foto curiose in bianco e nero che insinuano nel loro insieme un magnetismo inquietante. Le due copertine di Aftermath e Revolver, in un gioco grafico, sono state mescolate nel poster del concerto dei Rangzen a testimoniare comunque le stesse origini culturali e musicali dei due gruppi. Rivali ma amici allo stesso tempo.
Revolver, registrato nello studio 2 di Abbey Road (…anche i Rangzen nel 2005 vi hanno inciso un loro CD) suona in modo strepitoso: le chitarre sono adesso rabbiose, distorte, taglienti. La voglia di sperimentazione e la creatività incontenibile verso la quale stanno dirigendosi i quattro di Liverpool, conoscono in questo album la potenza dell’ispirazione che produrrà nel pubblico un effetto sorpresa sin dal primo brano firmato George Harrison: “Taxman”.
Seguono, in progressione felicemente ragionata, una sfilza di capolavori:
I’m only sleeping, Here, there and everywhere, For no one, She said she said…Yellow Submarine.
Fra le canzoni più significative e innovative ci sono la psichedelica Tomorrow Never Knows ispirata a Lennon dal Dalai Lama, creata usando multipli loops di nastri controllati separatamente; Eleanor Rigby, una meditazione sulla solitudine la cui musica è arrangiata per ottetto d’archi senza la presenza di chitarra, basso e batteria; Love You To, un’incursione nella musica classica indiana, passione di George già da Rubber Soul.
Le sessioni di registrazione hanno inoltre prodotto il singolo Paperback Writer/Rain ( che saranno anch’esse eseguite dai Rangzen).

Dopo sessant’anni ascoltare questa musica è un’esperienza vivificante e sorprendente non solo per gli appassionati ma anche per chiunque non abbia mai avuto la fortuna di conoscere e praticare queste gemme del decennio magico 1960 -1970.

I Rangzen, con la loro passione e minuziosa preparazione, sapranno sicuramente ancora una volta farli rivivere in un concerto imperdibile.


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