THE SEA
Martedì 02/06 – ore 17:00/21:00
Mercoledì 03/06 – ore 17:00/21:00
Prima Visione
THE SEA
Regia di Shai Carmeli-Pollak
con Muhammad Gazawi, Khalifa Natour, Marlene Bajali, Hilla Sarjon, Gabriel Horn
Drammatico – Israele, 2025
durata 93 minuti
È il giorno della gita scolastica, per una classe di adolescenti di Ramallah diretti in pullman verso il mare, che dista circa settanta chilometri. Khaled non l’ha mai visto, il mare, se non quando era ancora un feto nel ventre di sua madre Jasmine, morta precocemente. Ma una volta al posto di blocco sul confine con Israele, il ragazzo non supera i controlli: per un’anomalia sul suo permesso, deve abbandonare i compagni e farsi accompagnare a casa, dove raggiunge la nonna e i tre fratelli. Affranto, continua a rimuginare su un’ingiustizia palese.
Dopo aver raccontato i fatti al telefono al padre Rihbi, che sta lavorando temporaneamente senza documenti validi in un cantiere a Tel Aviv, decide di attraversare il confine con mezzi di fortuna e andarci lo stesso, da solo. Inizia così una doppia, ansiogena, peregrinazione: quando Rihbi viene avvisato, si mette alla ricerca di Khaled, il quale a sua volta prima sembra cercare il padre e poi andare in direzione del mare. Entrambi, in una lunghissima giornata, sono privi di cittadinanza in una terra confinante che li vuole clandestini.
Girato, parole del regista, con “una troupe mista, ebrei e arabi, riprese in villaggi palestinesi, lungo il muro di separazione, e poi in diverse città israeliane”, The Sea è stato finanziato da Israel Film Fund (come anche il dirompente Yes di Nadav Lapid, selezionato alla Quinzaine des Realisateurs nel 2025, o in anni passati Valzer con Bashir di Ari Folman o Lebanon di Samuel Maoz). Nel 2025 ha vinto cinque premi agli Ophir Awards, assegnati dall’Accademia Israeliana del cinema e della televisione, gli equivalenti israeliani degli Oscar, tra cui anche quello come miglior film. E quindi, secondo il regolamento, è diventato il candidato di Israele come miglior film straniero agli Oscar; il fatto ha scatenato una reazione violenta del ministro della cultura israeliano Miki Zohar, che ha minacciato di ritirare i fondi ai premi.
Un’opera divenuta un “caso” che ci costringe a non voltare lo sguardo altrove. MYMOVIES
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