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CartoonClub: Japan Anime & Spirituality

Dal 15 al 18 luglio 2019 - ore 21.00

Festival Cartoon Club 2019 

Progetto Japan Anime and Spirituality
tre film e una tavola rotonda

Il cinema d’animazione made in Japan è un settore che negli ultimi vent’anni si è ritagliato uno spazio considerevole nell’attenzione della critica ufficiale ed apprezzamenti entusiastici da un pubblico composto da bambini e soprattutto adulti.

Nel Paese del Sol levante l’animazione ha lo stesso peso di qualsiasi altra opera, anzi tendenzialmente è più importante, quindi i temi affrontati sono molteplici e in larga misura dedicati ad un’utenza con una certa sensibilità ed in grado di comprendere meccanismi, dialoghi, situazioni sempre ricercate e mai banali.

Molto spesso, negli Anime, si ritrovano elementi che rimandano alla questione spirituale: il Giappone, si sa, è terra principalmente shintoista e buddhista – o meglio un connubio sincretico tra le due – ed in tutto l’arcipelago regnano miti e misteri da cui il cinema d’animazione molto spesso prende spunto. Non mancano esempi in cui si richiamano forze superiori, energie e spiriti che collaborano per combattere un nemico comune, come non mancano riferimenti all’aldilà ed alla ciclicità dell’esistenza. A questi si aggiungono gli spiriti dei defunti, soprattutto quelli illustri. Lo Shintoismo è anche devozione verso gli antenati e di conseguenza alle tradizioni di cui essi sono depositari.

In generale questi “spiriti divini” non sono considerati come entità trascendenti, esistenti nell’assoluto: essi appartengono piuttosto alla terra, all’acqua, all’aria, muovendosi all’interno del nostro stesso mondo e compartecipando al perpetuo svolgimento e rinnovamento dei cicli della natura.

Il Festival Cartoon Club 2019 ha voluto dedicare una sezione di approfondimento agli  anime nei quali si rintracciano questi temi.

INGRESSO LIBERO

Lunedì 15 luglio 2019
ore 21.00

La storia della principessa splendente
è un film del 2013 diretto da Isao Takahata, basato sull’antico racconto popolare giapponese Taketori monogatari  (lett. “Il racconto di un tagliabambù). Distribuito nelle sale cinematografiche dalla Lucky Red, è il secondo capolavoro del maestro Takahata considerando come primo Una tomba per le lucciole. Il film è stato candidato ai Premi Oscar 2015 per il miglior film d’animazione. Takahata porta sullo schermo una delle più antiche fiabe giapponesi che risale al X secolo: una delicatezza commovente, un misto di tocchi al carboncino e acquerello di immenso fascino, animazione di grande semplicità e insieme estrema raffinatezza. E’ un film d’animazione che si ispira ai tipici dipinti giapponesi. La storia della principessa splendente è soprattutto un gioiello di illustrazioni e disegni (ovviamente tutte rigorosamente fatte a mano), un grande affresco del Giappone dell’epoca che rimanda ad una profonda riflessione sul presente. La storia narra che un giorno di primavera un anziano tagliatore di bambù trova all’interno di un fusto di bambù una minuscola creatura luminosa dalle sembianze di una principessa. Quando l’uomo la mostra alla moglie, la creaturina si trasforma improvvisamente in una neonata e, siccome i due anziani coniugi non hanno figli, decidono di tenerla con loro dandole il nome di Principessa. La strana bambina cresce molto rapidamente tanto da essere soprannominata dai ragazzi del villaggio “Gemma di bambù” per questa sua capacità di maturare repentinamente: in poche settimane riesce a camminare, a parlare e comincia ad aiutare l’anziano genitore nel suo lavoro…

Martedì 16 luglio 2019
ore 21.00

Principessa Mononoke
Mononoke-hime (lett. La principessa spettro), è un film d’animazione giapponese del 1997, diretto dal regista giapponese Hayao Miyazaki  e prodotto dallo Studio Ghibli. Il film è ambientato al termine del periodo Muromaci e si concentra sulla lotta tra i guardiani sovrannaturali che proteggono la foresta e gli umani, che alla ricerca di risorse per alimentare una ferriera in cui si producono moschetti stanno lentamente distruggendo la foresta. La principessa Mononoke è infatti simbolo della lotta per la salvaguardia della natura contro l’avanzare implacabile e distruttore della tecnologia umana, e racconta la storia di Ashitaka, un giovane guerriero bandito dal suo villaggio dopo essere stato maledetto, che compie un viaggio durante il quale conoscerà spiriti della foresta, uomini e donne caratterizzati in maniera complessa ed ambivalente, e soprattutto la principessa Mononoke, la figlia umana del dio lupo della quale si innamora. Il film racconta in forma di mito giapponese l’inevitabilità dello scontro fra uomo e natura.È un lungometraggio assolutamente immersivo, un film d’azione esotico che fonde coscienza ecologica e spiritualità con violenza, romanticismo, umorismo, nel quale riconosciamo dinamiche del nostro mondo pur essendo trasportati in un universo visivo oltre ogni immaginazione, popolato da creature ultraterrene e permeato in ogni momento da un fortissimo senso di bellezza naturale. Più in profondità però, La principessa Mononoke fonde mitologie differenti tra loro ed è un film in cui la morte sembra essere continuamente pronta ad arrivare per colpire con grande violenza e nel quale il concetto di conflitto viene declinato in tutte le sue possibilità (uomini contro uomini, uomini contro natura, animali contro animali). Mononoke è il film della svolta per Miyazaki: nonostante molti temi trattati siano usuali nella sua cinematografia, come l’attenzione all’ambiente, le difficoltà dell’uomo in un epoca di cambiamenti, il rapporto tra progresso e natura e il ruolo centrale che hanno nella storia i personaggi femminili, Mononoke colpisce per la crudezza di alcune situazioni e per il generale pessimismo che promana dal film. Il Giappone di Miyhazaki è un luogo pregno di spiritualità che è sempre messa a rischio dai gesti degli uomini. Mononoke è stato un film storico anche dal punto di vista commerciale: ha incassato l’equivalente di 150 milioni di dollari nel solo Giappone ed ha riscontrato un buon successo di pubblico e critica anche negli Stati Uniti.

Giovedì 18 luglio 2019
ore 21.00

Tavola rotonda:
L’Influenza degli elementi spirituali e dello Shintoismo negli anime e manga giapponesi 

Intervengono: Francesco Chiatante (regista), Adolfo Morganti (docente Istituto Marvelli), Marco Gentili (regista), Francesco Brigante (Associazione Amicizia Giappone-San Marino, Sergio Algozzino (autore)

A seguire il docufilm:

Animeland. Racconti tra manga, anime e cosplay
di Francesco Chiatante
Italia 2016

Il documentario di Francesco Chiatante è un vero e proprio viaggio tra cartoni animati giapponesi e non, manga, anime e cosplay, attraverso ricordi, aneddoti e sogni di personaggi degli ambiti più disparati il cui immaginario e la cui vita sono stati influenzati da fumetti e cartoni animati. Da Heidi a Goldrake, da Jeeg Robot a Dragonball e Naruto, passando per Holly e Benji, L’incantevole Creamy e Ken il guerriero, l’Italia ha assistito  ad una vera e propria invasione “animata” giapponese, che a partire dalla fine degli anni settanta, ha colonizzato le reti televisive pubbliche e private. Animeland, intende ricostruire  tutto quello che erano e sono poi diventati manga, anime e cosplay in Italia, segnando l’intero immaginario ‘pop’ delle generazioni degli ultimi quarant’anni con orfanelli, maghette e robot! Chiatante ha voluto ripercorrere le parti salienti della storia, attraverso numerose interviste ad appassionati del genere, a registi, ai creatori e anche ad alcuni personaggi noti come Paola Cortellesi, Caparezza e Valerio Mastandrea. Tra i nomi italiani spiccano quelli dei giornalisti Luca Raffaelli, filo conduttore del racconto e di Vincenzo Mollica, ma c’è spazio anche per un sociologo, Marco Pellitteri, per un saggista come Fabio Bartoli e per la squadra dei Kappa Boys, che per primi importarono i manga giapponesi in Italia. Il tutto con le musiche originali di Simone Martino, la consulenza artistica di Fabio Anastasio Zucchi. Un docu-film davvero imperdibile per gli appassionati del genere manga e anime.